lunedì 27 agosto 2007
Ma sti quatt ricchiun...
martedì 21 agosto 2007
Every new beginning is some beginning's end...
E' in questo spirito che voglio ricordarti; quando non ci sarai più e diventerà sempre più difficile vederci e divertirci in quel modo senza di te che sarai preso dal lavoro, dalla moglie, dai figli (quando arriveranno, mi raccomando, 6 figli, uno Walter, uno Igno, uno Ozzy, uno Damned, la prima femmina Lauretta e poi se ne esce uno gaio lo chiamiamo Atry). Sarai preso insomma da mille altre preoccupazioni e mille affari di famiglia.
Famiglia.
E allora nello spirito della amicizia che ci ha sempre legato e che ci legherà sempre, ti dedico questo post e invito tutti a lasciare quale commento gli episodi in cui il nostro pasquale ha scatenato il panico di risate (io ricordo dei momenti in cui poco ci mancava che Walter doveva accostare la macchina perchè stava vomitando il fegato dalle risate per un po di stronzate che avevamo detto!) o altri episodi di valore nel teatro della nostra esistenza...
Auguri amico mio, a te e alla tua sposa... spero che il tuo futuro sia roseo e ricco di momenti felici.
E non scordare mai che hai lasciato due colpi di martellino in tutti i nostri cuori... colpi che non se ne andranno mai via.
Aufwiederzen.
Damned.
venerdì 10 agosto 2007
Quello strano posto chiamato Cehmania...
Mentre tornavamo in Italia, tra il Brennero e il lago di Garda, per ingannare il tempo, dato che 1001 Km di fila in macchina non sono pochi, e si rischia di cadere nella noia, o peggio di diventare tutti come marinai quando per mesi e mesi non vedono nient'altro che loro stessi sporchi e sudati (capite dove voglio arrivare), io, Ozzy, Damned e Lauretta ci siamo messi a fare una specie di riassunto-pagella della nostra breve, seppur intensa esperienza teutonica. Lo stile è lo stesso di quell'odioso giornalista di Mediaset, quando dà le pagelle alla Formula 1.
Voto 10 alle Kartoffen, i tuberi veri e non quello che pensate voi, perché ci vuole una bella fantasia per cucinare le patate in ben 3 o 4 modi diversi, ma sempre molto buone! Ma in effetti la patata può mai essere cattiva?
Voto 9 ai peasini, paesaggi e castelli tedeschi, perché sono tenuti troppo bene, addobbati con tanti gerani e rose, perché forse se non li valorizzassero così, rischieremmo di avere tedeschi per 12 mesi l'anno in Italia!
Voto 8,5 agli italiani in Germania che ci hanno sfamato dopo una dieta a base di patate e salcicce (quelle italiane sono più buone) in modo decente e soprattutto salutare!
Voto 8 ai ciclisti tedeschi, perché ci vuole un bel coraggio e una salute di ferro ad andare in bici, sotto l'acqua, a mezze maniche, con 15 gradi, mentre io bestemmio chiunque per 4 gocce!
Voto 7 alla gentilezza degli indigeni, perché non solo ti parlano in Inglese li dove un Francese avrebbe fatto finta di non capire, ma sono molto disponibili e cordiali, con noi poveri scemi Italiani!
Voto 6 alle Kartoffen tedesche, stavolta intese come ragazze, che a parte qualche esemplare che sembra appena uscito dalla copertina di playboy, in Italia è tutta un'altra musica. W le kartoffen italiane!
Voto 5 alla birra, amara, troppo amara...ma si sa a me piace la Peroni!
Voto 4 alla lingua tedesca e soprattutto ad Adriano che ha osato definirla dolce e musicale!
Voto 3 alle strade tedesche, perché, è vero che non esiste il pedaggio in autostrada, ma su 600 km, 400 erano di cantieri, il resto code e strade scassate...in confronto le strade italiane sono una tavola da biliardo.
Voto 2,5 agli Olandesi, perché se c'era un camper sulla strade tedesche, quello era loro!
Voto 2 all'Austria, perché in 100 Km passati in quel territorio, non abbiamo visto niente...forse meglio il panorama autostradale tedesco, fatto sicuramente al computer, con un copia-incolla di alberi!
Voto 1 al modo di guidare tedesco: si passano a destra, passano con il semaforo rosso e mi hanno pure mandato a fare in culo (o come dice Ozzy, mi hanno fatto il gesto dell'ombrello, ma evidentemente ha un po' di confusione)...insomma dei perfetti napoletani!
Voto 0 a Francoforte ed ai Francesi, perché, beh, se qualcuno è mai andato a Francoforte sa sicuramente il perché...mentre per i Francesi è solo per ricordarci che fanno schifo e basta!!!
Vorrei anche aggiungere un parere fuori pagella al panorama dell'A14, la mitica Bologna-Taranto: ci siamo rifatti gli occhi ad ammirare qual mare dalle colline abruzzesi e marchigiane...peccato che al ritorno pioveva! A proposito ecco i dati del viaggio:
Km percorsi: 3740, di cui almeno 2500 sotto la pioggia!
Ore di viaggio: 49 h e 38 minuti
Media oraria: 75 Km/h
Consumo di gasolio: 175 litri
Media consumo: 21,27 Km/l
Soldi cacciati: tanti!!!
Comunque voto 11 a Ozzy, Damned e Lauretta, perché sono dei compagni di viaggio ideali...a parte quando Ozzy va in fase polemica Assmlà!!! E soprattutto perché, quando siamo insieme, non conta il posto in cui si va, perchè riusciremmo a divertirci anche in un campo di concentramento russo!
E comunque W l'Italia, campioni del mondo!
Presto le foto!!! (clicca per andare al post con le foto!)
sabato 28 luglio 2007
L' inioranza adesso non ha più di noi..

Wagliù atesso che siamo tutti dottori siamo tutti inteligenti e habbiamo scacciato la inioranza dalla nostra mente! Guardatte questi baldi uaglioni come cazz so coltissimo mò. Mò si che le cose le capiamo, atesso in casa nostra non più rutti e peti vari ca siamo tutta gente importante mo. E per crianza atesso ci dovete dare del voi, ca sennò manco la parola vi rivolgiamo. Siamo dotori, mica cazz! Mo ci possiamo accattare la smart e l'infradito e doppiamo andarre in giro sul corso a farci ammirare ca siamo dottori coi controcazz. Habbiamo racciunto la nostra traguardo e siamo gente di un certo livello mò.

martedì 24 luglio 2007
LUGLIO 2007...
Dott. Antonella
P.S.: Secondo voi, di chi è la mano che ha il 5 di spade e si fa la pigliata simbolo del gioco del Verello?
domenica 17 giugno 2007
Riti Tribali alla soglia del 2008
Come ogni anno alle Idi di Giugno, si è svolta nel Sacro Tempio Di Spiox la processione votata al risveglio del grande Dio Klimatron, dio dei gelidi venti e dei riposi notturni.
Quest'anno questo millenario rito tribale è stato eccezionalmente documentato da una troupe di TeleChieti. Dobbiamo anticiparvi che alcuni videoperatori si sono sentiti male nel riprendere strani eventi soprannaturali.
Ma cominciamo per ordine.
Nel Tempio, dichiaratamente politeista, oltre al Dio Kaldayon (dio del tepore e della muffa sui muri), la Dea Intimiximisia (dea dei cataloghi e della prestanza fisica femminile), il Grande Dio RaySugarSandro (dio degli dei e del nuoto "a trivella", nonché protettore del self-styling), ogni anno, quando Kaldayon va in letargo, viene svegliato il suo antagonista, il Grande Klimatron.
Si narra che il culto di Klimatron sia stato introdotto nell'anno domini 2004, quando una pastorella (ovviamente tarantina) si trovava a pascolare le sue pecorelle in quel che poi diverrà il maggior tempio del culto Klimatroniano, la piana di Spiox. Leggenda vuole che essa, dopo aver giaciuto contemporaneamente con tre pastorelli chietini, in piena notte si sia svegliata colta da fame e da calurie improvvise. Erano le Idi di Giugno (il 16) e la notte non era mai stata così calda. Essa, scansando un quarto pastorello chietino che aveva giaciuto con lei mentre dormiva, si alzò dal giaciglio e cominciò a vagare per la piana alla ricerca di cibo e refrigerio. Camminando senza meta, al di là di una rupe trovò una piccola pianta di fagioli. Stranamente una voce si alzò dalla direzione della pianta e disse "Io sono il Fagiolo, se tu cogli quest..." ma non fece in tempo a finire che la pastorella si era infilato già tutto il fagiolo in bocca, data l'immensa fame.
Purtroppo questo misero pasto non aveva calmato la voracità della Pia Tarantina, ed ella continuò il suo girovagare. Da lontano sentì un gran frastuono e decise di incamminarsi in quella direzione. Vicino una collina vi era una bancarella di mercanzie. Vi era seduto dietro un enorme mercante nero dei paesi lontani, che guardandola, sorrideva lascivo. Sul bancone c'era una grossa Banana dei paesi lontani. La fame le colse ancor di piu le viscere, ed essa avanzò, chiedendo la ricompensa per quel frutto così strano. Il grosso mercante nero parlò con voce solenne: "E second t pè quann si bon, e si pur tarantin, ch c può uscì rint a sta nott r calura? Yamm yà,mitt la capa a fà ben!" La pastorella non capì quella lingua arcaica dei paesi lontani, ma istintivamente afferrò la banana dal bancone e scappò via, divorandola durante la corsa. Fermandosi ansimando per la gran corsa, si accorse che la fame era ormai sparita, ma la sete era aumentata. La corsa era stata lunga e tremenda, e il suo ansimare e boccheggiare risuonò per la piana. D'un tratto un prode cavaliere apparì ai suoi occhi. La guardava dall'alto del suo cavallo. Anche lui con voce squillante e splendida disse: "Chè tiè, si stanca? Tiè set? Yamm yà facimm-c quatt cinq birrozz chè pò magar ropp c'esc pur checcosa, che tant si tarantina!", e così dicendo le offrì un enorme boccale del distillato del frutto del luppolo. La pulzella non se lo fece ripetere e tracannò tutta la dolce alcolica bevanda. Dopodiché, sentendosi stranamente inebriata, crollò in un sogno mistico in cui si confondevano le immagini di lei, del prode cavaliere, del cavallo dal prode cavaliere e di un paio di pastorelli che passavano di lì. Quando si svegliò non vi era più nessuno, e a parte un bigliettino che diceva "grazie, ti chiamo io" non vi era traccia di anima viva. Solo una mucca pascolava lì placidamente. Il caldo era insopportabile, sembrava aumentato e la notte non sembrava volgere a termine. Ma la mucca pascolava placidamente. La pulzella sudava sempre di più, provò a coricarsi ma non riuscì ad addormentarsi. E in tutto ciò la mucca pascolava placidamente. La Pia Pastorella allora si ruppe il cazzo e sgozzò la mucca, più che altro perché si sentiva da fottere che quella pascolava placidamente anche con quel caldo. In quel momento una luce squarciò le tenebre, e all'interno di essa un'altra piccola luce rossa sembrava fissare la pulzella.Una voce simile ad un vento impetuoso tuonò e disse "Stanott si fatt nu poc tropp la zzoccola, però io so buon e ti dic: CHE SIA FRESCO E NON AFOSO!!!"Un vento gelido si alzò e rinfrescò ogni cosa lì intorno. La pastorella finalmente cadde in un lungo sonno di refrigerio, e non si svegliò mai più sudata come una cozza.
Da allora ogni anno in quello stesso giorno e in quella stessa notte si celebrano nel tempio i riti che ricordano quell'esperienza mistica.
Innanzitutto, cosa non documentata dalla troupe, nei giorni antecedenti la Festa gli Adepti si prodigano a pulire e aspergere d'incenso i filtri e ogni cosa del Sacrario di Klimatron.
Poi, il 16 mattina cominciano i riti: come prima cosa gli Adepti Credenti si riuniscono al di sotto del Sacrario, affianco il piccolo Santuario alla Dea Intimiximisia.
Cominciano le preghiere e le invocazioni. Verso mezzodì avviene quella che è l'inizio di una lunga veglia: l'offerta degli adepti di Fagiolo, Banana e Birra in ricordo degli atroci tormenti vissuti dalla Pia Tarantina in quella notte di ricerca spirituale.

Come notiamo dalle foto i credenti sono in preda ad una possessione quasi mistica, alimentata dal calore crescente all'interno del Tempio. Notare come l'Adepto Antonxio (il Portatore Del Fagiolo) ha, nella seconda foto, un momento di sconforto e, forse, di miscredenza nei confronti del dio che non accenna a manifestarsi ai suoi Fedeli. Del resto già da tempo si vociferava di una sua fede poco sostenuta, più volte accusata dagli altri due adepti Emilxio (il Portatore della Banana (modestamente) e Walterxio (il Custode della Birra).
Verso le 20, dopo un intero pomeriggio in ginocchio sul rude marmo cerimoniale, i klimatroniani intraprendono un altro rito tribale, rurale e a dir poco crudele: Il Sacrifitio della Mucca Sacra Placida:

anche questo rito è da ricondursi all'esperienza mistica della pia pastorella, quand'ella, in preda ad un giustissimo momento di Scazzo Mistico, squarciò la gola della Mucca Placida e si bagnò del suo sangue.
Dopo questo inumano rito i celebranti continuano la veglia, intervallando litanie stressanti a rutti disumani, e sudando ritualmente sotto le ascelle e a livello dell'inguine. L'adepto Walterxio in passato ha anche ricevuto le Sacre Lesioni Della Mutanda Sudata a livello dell'inguine, evento questo che ha portato al tripudio la sua fede e che lo ha sospeso dalla sua pratica ciclistica per un bel pò di tempo.
A mezzanotte in punto infine l'evento:

Klimatron il Grande, Il Magnifico Rinfrescatore, Il Gaio Deumidificatore, il Terrore delle Bollette Elettriche e Custode del Notturno Estivo Riposo si paventa ai Fedeli.
Documentata dalle foto è la diversa reazione degli Adepti Klimatroniani: guardate l'incredulità dipinta sul viso di Antonxio (che cazz ha pregat a far pè na iurnata intera se pò manc ci crereva?), l'estasi divina espressa dal bellissimo volto di Emilxio che sembra dire in aramaico "Wagliù ve l'avev ritt ì ca prim o poi kiss si mostrava a noi!" e infine l'allegria inconsulsa e vagamente psicopatica del Custode della Birra Walterxio che sembra dire (sempre in aramaico) "NNNNNEEEEE'", che significa "Di più, ne voglio di più"
Un impetuoso vento glaciale si sparge per il tempio. L'umidità è spazzata via. L'afa non riesce ad uscire dalle finestre e spira lì, sul marmo sacrificale del Tempio Di Spiox.
Egli è giunto.
EGLI E' GIUNTO!
(Per approfondimenti sulla mitologia Teatina del Sacro Tempio di Spiox consultare i testi
"Kaldayon e Klimatron, lo yin e lo yan di Chieti Scalo" 2002 Teate Ed.
"Intimiximisia: Niente di umano sotto il vestito" 2003 Teate Ed.
"Ray Sugar Sandro, tre parole per ogni tipo di arte" 2006 Teate Ed.
"Dèi a cazzo di cane: cosa partoriscono le menti di tre deficienti che non hanno niente da fare e stanno pure sotto Tesi" 2007 Teate Ed.)
venerdì 15 giugno 2007
"I have a dream: peperuoli on Gran Sasso!"
12.06.2007 - Castel del Monte (AQ), 1410 metri s.l.m - Manca poco più di un mese al fatale giorno della mia laurea, e siccome in questa casa qua a Chieti, tra me, Emilio, Antonio, Antonella e pure Ozzy (sperando di non portare sfiga, dato che gli manca un esame) non sono l'unico a laurearsi, diciamo che c'è un certo trambusto in giro, c'è gente che scrive, c'è gente che studia e c'è gente che cazzeggia e gioca a Vietcong (Emì, affila il fucile che ti si è spuntato...). Ma nonostante tutto questo movimento e il poco tempo a disposizione, non sono riuscito a cancellarmi dalla mente il chiodo fisso che mi venne all'età di 6 anni vedendo in tv il discorso di Martin L. King: salire sul Gran Sasso, trovare un spiazzo abbandonato...e piantarci i peperoni! Ebbene mi sono detto:" Se Ozzy una settimana fa era nelle lontane lande fredde canadesi e ieri si è ritrovato magicamente dietro i caldi glutei di Di Luca, non esiste limite all'imprevedibile...Quindi chiamo la mia equipe di contadine e domani si sale su in montagna e si pianta! Al diavolo la tesi, al diavolo la palestra e la bicicletta: I HAVE A DREAM: PEPERUOLI ON GRAN SASSO!"...
Cmq per concludere, aldilà della schiena incurvata e delle spalle doloranti, nonostante le vesciche alle mani e le scivolate sulle zolle, ci siamo divertiti...e soprattutto ci siamo estasiati alla vista di quei posti fuori dal mondo conosciuto. Consiglio a tutti di salire quassù, tra i borghi antichi e ripresi dall'abbandono di S.Stefano di Sessanio, Castel del Monte, Castelvecchio, Calascio e Rocca Calascio (dove hanno girato "Ladyhawke", con Michelle Pfeiffer) e la immensa piana di campo di Campo Imperatore dal paesaggio lunare con il Corno Grande (m 2912) sullo sfondo. Venite a rifarvi gli occhi e a purificare i polmoni e faccio a tutti il solito invito a non andare a cercare viaggi lontani in paesi stranieri, quando avete ad un'ora di macchina uno dei posti più belli ed affascinanti del pianeta...(ordine delle foto: Corno Grande, Rocca Calascio, Campo Imperatore, Pacentro, Lago di Campotosto e luna piena a Campo Imperatore)





domenica 10 giugno 2007
Ed Ozzy si inchiappettò Di Luca...
Oggi è il compleanno di Damien, domani sarà quello di Antonio, dopodomani quello di Ozzy, e dopo dopodomani sarà S. Antonio e così via...e festeggeremo per giorni e giorni fino all'esaurimento psicofisico in una bolgia sfrenata di baccanali, che piacciono tanto ad Ozzy! E come inaugurare al meglio questa quattro giorni di festeggiamenti se non andando questa mattina a Chieti alta, per assistere alla kermesse indetta per festeggiare il vincitore dell'ultimo Giro d'Italia, il grande mitico Danilo di Luca? Ed appena conclusasi la gara, vinta anche questa da Di Luca che vestiva una sgargiante maglia Rosa simbolo del grande successo appena ottenuto, Ozzy, non domo (anzi, mai domo) dell'autografo
di Simoni, di Riccò, dello stesso Di Luca e di Petacchi, non contento delle verie strette di mano e scuotimenti vari (a Riccò, il quale si è messo pure paura vedendosi afferrare da Ozzy a mo' di "io ti spiezzo in due, ma ti voglio tanto bene!"), non appagato delle parole rivolte al suo mito Gilberto Simoni (che da grande uomo quale è, lo assecondava sorridendo e pensando tra se e se quanto fosse scemo), ha ben pensato di concludere la bellissima esperienza in un modo tutto suo: inchiappettandosi Di Luca!
E con quale patos! Occhi chiusi e passione sfrenata, "una esperienza sublime, ho capito che cosa è l'estasi" dichiarerà subito dopo...Di Luca! A noi comuni mortali resta solamente il bacio delle miss, ottenuto con la scusa dei compleanni e mostrando le carte di identità: eh si, perché alla richiesta di un bacio per il compleanno di Damien, quello di Antonio e quello di Ozzy, la miss pensava tanto ad una presa per il culo! Ma i tre non si sono arresi ed armati di carte di identità si sono lanciati all'assalto: la miss verificata le data di nascita di ognuno dei tre, colma di pietà e con le scatole piene, si è concessa rapidamente ai tre...che muazz!giovedì 31 maggio 2007
W lo Zoncolan!! Vai Di Luca, fammi sognare..
1. La germania e' il paese dell'efficienza; tutto funziona in maniera distrettuale tipo compartimenti stagni. in un ufficio puoi anche nascere e morire se e' quello a cui tu sei assegnato. si ASSEGNATO. gli uffici del comune sono assegnati uno per ogni range di lettere (uno per A-De, uno per DE-M and so on...)! ma vi rendete conto? ma roba che in italia gli addetti si sparano nelle palle dopo essersi buttati dal quarto piano!!
2. Ieri sono andato a prendere il mio equivalente tedesco del 740... chi mi sa dire come si compila un 740? all'universita' credo ci siano corsi sani che ti insegnano a compilarlo... Papone ha un malloppo di roba che si deve conservare per permetterne l'accurata compilazione!! e ti credo che non le paia nisciun sse tasse!! qui sapete di quani fogli e' costituito? solo UNO... UNO!!!! ma vi rentete conto? e' grosso come una paginetta di quaderno piccolo ed ha solo tipo una decina di campi da riempire e DIETRO CI STA LA SPIEGAZIONE!!!! roba da matti...
3. qui le metropolitane arrivano due minuti prima dell'ora stabilita dall'orario. sempre. e anche i treni. i biglietti non te li controlla nessuno e puoi comprarli ovunque. OVUNQUE.
4. Ci serve un conto in banca per fare tutto. a stento riesci a fare la spesa se non hai la carta di credito!! devi specificare prima se paghi contante!! e solo banconote di piccolo taglio o niente... presentati con una 200 euro e vedi che succede!! ti arrestano per terrorismo!!! hai messo paura alla cassiera!!
5. si trova lavoro ovunque. il tedesco e' impossibile e la musica fa schifo, ma internet costa onestamente e si scarica a manetta!! ma sinceramente ancora non ho provato... mah...
ci sono un casino di altre cose che vi vorrei dire ma ve ne dico una sola: la germania sara' il paese della razza superiore, ci avranno le saviciccie migliori della galassia e le patate piu' poderose del mondo ma volete sapere cosa c'entra il titolo in tutto questo?L'Italia e' bella per un casino di altre cose... ma proprio tante... quindi non mi stanchero' mai di dire "W lo Zoncolan!! W DiLuca!!"... perche' e' questo che mi manca e mi mancate voi, vi voglio bene... cia'
venerdì 4 maggio 2007
IN OZZY I TRUST!
In questo link c'è la foto originale:
http://www.raysugarsandro.com/albums/Collection-sea-wear/DSCN7101.sized.jpg
Allora, chi preferite???!!! Io non ho dubbi...sembra A-POLLO!
venerdì 20 aprile 2007
Il giorno è quasi giunto..
Pentitevi..il giorno è quasi giunto..due lune mancano oramai. Pentitevi voi volgo chi in terra affannosamenti raspate..sta per arrivare..et auscpicate perdonatio allo signor vostro che li peccati vi vengano rimessi. L'homo chi in terra di Abruzzi fece delle sue gesta meraviglia et splendore sta tirnando a giusitia render al popolo dal teatino stindardo.Nel dì ventiduesimo del mese di pasqua Egli verrà a distrugger postibolo che sì tanti appellano a "Puerto 333".Homo est carne sed carne est homo. Rimembrate pecorelle, colui chi non ha paura alcuna dell'attendere il destriero di ferro sulle rotaie e dell'alzar balle di fieno con sol vigor del Suo membro
..
EGLI VERRA ED IO SARO' LI'AD OFFRIR LUI AGNELLI IN SACRIFIZIO. RIMEMBRATE PECORELLE..
O TEMPORA, O MORES!
mercoledì 4 aprile 2007
Lo stile vien stilando a palla dalla strada auanasgheps
igno scrive:
E ora mi merito un succhio coi fiocchi per tutto c'ho!(intro)
igno scrive:
Rime sciolte disinvolte te le lecco ciotte ciotte, Bacco per bacco ti tocco lecco poi spacco il cu lo sbatto il pe lo taglio e allora hhhh hhhhh
Under a Red Sky scrive:
Vai paesà
yo yo
ah-ah
igno scrive:
E allora sai che fa manda la pubblicità e mmmmm mmmmmm hhhh hhhhh Under e si e su e no e giu yeaaa passo il mic col micro e il maicro al mio compare Under no Under mo e Under canta su e Guscio giù le mie rime si rappresenta
sparo cazzate e tutti quanto godono peccato che sto cantando al Carsic
Under a Red Sky scrive:
E qui ricevo la palla spalla che canto sulle rime/ però non so che dire se passi il micro te lo ri do macro/ perchesesentiche-tivuoifareunbidè-e dai non indugiare, ti devi un po' lavare!
Ah yaeh
igno scrive:
La mia puzza spadroneggia nella capitale, vampate di calore dalla zona anale, la mia zona ascellare è una cloaca imperiale, come è impervio il mio canale, si proprio quello orale, ci si potrebbe organizzare un rave condom iniale yo man!
Under a Red Sky scrive:
Yo yo
h ma fai proprio schifo/lo scrivo e te lo dico/lapuzzachec'èintè/mifacacareame/e se la strada non è il posto/giusto/guasto e casto/io mi rilasso/perché sto troppo lasso..
Io sono un tipo/che la strada la divido/la canta e la elodo/ci metto la figa e di tutto faccio un brodo
igno scrive:
Cristo casto non è il termine più adatto, anche Fidel Castro non aveva molto tatto con le tipe quanto me più "c'è ne" le scopiamo io e te, sotto io e sopra te, viceversa forse è me', merda liquida ovunque, con la tipa qualunque non si fa alcunché scendo in strada insieme a te, dividamola per tre, dado star a palla e la rima è sempre bella
igno scrive:
Bella fratè beeee
Under a Red Sky scrive:
Beeeeee
E la rima la ricevo/e ci metto un po di stile/che se non parli di stile/sei un rapper un poco vile/chesenoncimettidentro/fango/tanto/un poco di strada stile e figa
No sei di noi fratelli te lo dice DJ Pecorelli
Beeee
Yo yo
igno scrive:
Rimo sbatto contro il muro le ricevo le risendo, dai giochiamo a spacca culo stile squash americano, come il tipo italiano che viveva alla moda, uischi e coca, rap e topa, ma che era venafrà, nun ci sta nient a fa, merda sempre resterà, merda ricca stilizzata, più stilosa che studiata, hippoppari si diventa sol mangiando la polenta
Under a Red Sky scrive:
Sei stiloso Bigliardino/se permetti rimo/a questi deficenti un pugno in mezzo ai denti/si andassero a imparare/un minimo di scale/la musica fa pena/unico fan T**Y M**DALE*A yo yo..
igno scrive:
Mio compare Pecorelli io a questi sai quanti verelli? tu parli dei denti da dentista annunciato ma io sti due rincoglioniti li riempirei di spermatociti e non sai quant'è fregno l'hippopparo carbonizzato. Anche cristo aveva un fan pensa un po' che coincidenza, Maddalena, costei rimava, triste fine lo aspettava, stessa sorte gli auguriamo aaah aaah e beccati questo effetto speciale
igno scrive:
Metti con facilità queste rime fluide sotto una base da bravo maestro di cerimonia per la glora
Under a Red Sky scrive:
Mmh
igno scrive:
Under a Red Sky mo
igno mo
....
Due zero zero sette..
...
(finale in feedback con concerto di rutti condom iniali)
lunedì 26 marzo 2007
Incontri ravvicinati del quarto tipo

Anonimo
venerdì 2 marzo 2007
L'angolo molto serioso: il pensiero di un uomo libero
Come si sente un uomo che esce di galera dopo 20 anni? Adesso posso dirlo. Perché non è stata forse una schiavitù, un carcere, questa avventura studentesca iniziata circa 20 anni fa, praticamente da quando ho messo per la prima volta piede alle elementari, e finita ieri quando ho varcato l'uscita della facoltà di farmacia? Io dico di si, almeno, per me è stato così. Ed uscendo fuori all'aperto guardando il cielo azzurro senza una nuvola, proprio come appariva nei miei sogni sul giorno del mio ultimo esame, camminando sbandando come un ubriaco, ero felice. E non capivo perché! Era come un riflesso a qualcosa che doveva essere, una conseguenza ad una situazione che si era sempre sognato, pianificato da anni e anni. Ma non era artificiale, era vera, sincera, naturale. Forse gioia allo stato puro. Ma più di tutto, mentre andavo vagando per i prati, senza una meta, un riferimento, ho capito cosa vuol dire essere liberi. La libertà non è essere, ma è non dovere. Tutto qua. Tu non sei libero se sei qualcuno o se fai qualcosa, sei libero se non devi essere nessuno o non devi fare qualcosa. Inutile negarlo, crediamo di vivere in un epoca di democrazie, fieri di essere liberi dalle tirannie passate e dalle dittature. Ma in verità, oggi è come allora o forse peggio: appena nasciamo siamo già segnati, schedati, registrati. Quello che dobbiamo fare da 6 a 18 anni è già scritto e quello che faremo dopo non è obbligatorio, ma è sottinteso, poiché oggi "senza un pezzo di carta" non si fa più niente. Ammiro chi ha il coraggio di ribellarsi, di rischiare, di tentare fortuna in altro modo, di mettere in gioco e sfruttare fino in fondo le capacità che ognuno di noi possiede. Allora essere libero forse vuol dire avere coraggio, non aver paura, magari avere un pizzico di incoscienza, ma non temere niente e nessuno, ne dei ne uomini. Un uomo libero è un uomo che non teme niente, nemmeno la morte, un po' come il mitico William Wallace di Braveheart...E alla fine mi rendo conto solo adesso che forse libero lo sono sempre stato, quando non me ne fregava niente degli esami, prendevo la mia bici e me ne andavo in giro a scoprire strade e paesi dell'Abruzzo, Molise e Campania. Anzi, sotto alcuni punti di vista, allora era meglio, era una libertà non meritata ma desiderata all'estremo. Chi non ha mai sentito il bisogno di lasciare tutto fermo dietro di se ed andarsene il più lontano possibile? Ed una volta raggiunto quel posto, guardare in dietro con orgoglio il punto da cui si è partiti, fino a sentire la voglia forte di tornare. Ritornare alle solite cose, ai soliti problemi, alla solita schiavitù. Perché quando uno è abituato ad essere schiavo da quando è nato, appena assapora la libertà, la teme, è titubante difronte a qualcosa che non ha mai visto, sentito o provato. Ma adesso se permettete io questa paura me la godo ancora un po', perché in fondo sono stato bravo e me lo merito...e mi sentirò libero e felice almeno anche stanotte...domani è un altro giorno...
Posso infine dire con onestà che questa è stata di sicuro la salita più dura che abbia mai scalato, l'unica in cui ho poggiato più volte il piede a terra, l'unica in cui ho pensato di fermarmi, rigirarmi e tornare indietro. E' stato il mio Mortirolo personale, solo più lungo ma non meno ripido. Ma vi assicuro che ne è valsa la pena perché da quassù la vista è eccezionale!
Un augurio a tutti quelli come me che hanno già scalato questo montagnone e un in bocca al lupo a chi è lì lì che vede la vetta! Non mollate che manca poco, la salita sta per finire! Qui non vince chi arriva prima, vince chi arriva!
P.S.:Danì...apriamo la pizzeria!!! Se magna, si beve e si guadagna! Questa è la libertà!
P.S.2 la vendetta: Chiedo scusa a tutti, ma dovevo proprio condividere con voi questo pensiero!
Bucho
martedì 27 febbraio 2007
The Judgement day...Triplo!
domenica 18 febbraio 2007
Mi sono convertito..

www.raysugarsandro.comai cardiopatici consiglio anche questo video di peli pubici artistici
http://www.raysugarsandro.com/nudi.php
ma non mi assumo la responsabilità di eventuali malori...
Ray Sugar è anche un ottimo stilista e ovviamente non c'è miglior modello degno di indossare i sui prestigiosi capi...

Questa tuta in materiale innovativo, una lega di lana-titanio-carbonio-amianto antitraspirante, è pensata appositamente per far cogliere da malore anche i più sani atleti olimpionici durante lo svolgersi di una maratona...

mercoledì 14 febbraio 2007
...perchè in fondo una salita è una cosa anche normale...
Marco Pantani vorrei ricordarlo così, quando ci insegnava che nella vita bisogna non arrendersi mai, perché per chiunque una salita c'è sempre e sembra non finire mai...ma è lassù che devono cercare di arrivare tutti, che siano campioni scalatori o che siano uomini normali...e se lui lo ha dimenticato, questo non dobbiamo dimenticarlo anche noi...
Io sono un campione questo lo so
è solo questione di punti di vista
in questo posto dove io sto mi chiamano Marco
Marco il ciclista
Ma è che alle volte si perde la strada
perchè prima o poi ci son brutti momenti
non so neppure se ero un pirata
strappavo la vita col cuore e coi denti
E se ho sbagliato non me ne son reso conto
ho preso le cose fin troppo sul serio
e ho preso anche il fatto di aver ogni tanto
esagerato per sentirmi più vero
E ora mi alzo sui pedali come quando ero bambino
dopo un pò prendevo il volo dal cancello del giardino
e mio nonno mi aspettava senza dire una parola
perchè io e la bicicletta siamo una cosa sola
Mi rialzo sui pedali ricomincio la fatica
poi abbraccio i miei gregari passo incima alla salita
perchè quelli come noi hanno voglia di sognare
io dal passo del Pordoi chiudo gli occhi e vedo il mare
e vedo te e aspetto te
Adesso mi sembra tutto distante
la maglia rosa e quegli anni felici
il giro d'Italia e poi il tour de France
ed anche gli amici che non erano amici
Poi di quel giorno ricordo soltanto
una stanza d'albergo ed un letto disfatto
e sono sicuro d'avere anche pianto
io sono sparito in quell'attimo esatto
E ora mi alzo sui pedali all'inzio dello strappo
mentre un pugno di avversari
si è piantato in mezzo al gruppo
perchè in fondo una salita è una cosa anche normale
assomiglia un pò alla vita devi sempre un pò lottare
Mi rialzo sui pedali con il sole sulla faccia
e mi tiro su gli occhiali al traguardo della tappa
quando scendo dal sedile sento la malinconia un elefante magrolino
che scriveva poesie
solo per te solo per te
Io sono un campione questo lo so
come tutti aspetto il domani
in questo posto dove io sto chiedete di Marco
Marco Pantani
(Stadio)
Ciao Marco...
e adesso torniamo a noi e ai nostri budelli...
P.S.: Tanti auguri al nostro Indio che è diventato un indiano ventisettenne...
venerdì 9 febbraio 2007
Albert The Conqueror
Conosciuto anche come Ozzy di Nomadia e Albert il Conquistatore, era chiamato anche Ozzy il Cappottatore, Ozzy lo Spanato e Alberto il Bastardo in quanto figlio illegittimo di Walter il Magnifico, ala di Recanati e di Abborto, figlia di un conciatore. Nato a Breccelle in Nomadia, Alberto ascese al trono d'Inghilterra nel 1066 dopo la vittoria nella Battaglia di Budello, con la quale cominciò la Conquista Nomade, strappando l'Inghilterra al re sassone Aroldo Diovincefiglio (Harold Godwinson), che regnava budelleggiando in quei luoghi. L'epopea della conquista e le ragioni per cui la guerra venne dichiarata, sono rappresentate nel famoso Arazzo di Bedelloux.
Alberto sposò Matilda di Fiandra (1031 - 1083) dalla quale ebbe quattro figli:
* Johan Museeuw (il Re delle Fiandre, 1993 - 1995 - 1998)
* Fiorenzo Magni (Il Leone delle Fiandre, 1949 - 1950 -1951)
* Adela di Blois (la zoccola delle Fiandre, tutte le sere dopo le 11)
* Emilio I (il montone delle Fiandre, sempre)
Diede vita al primo censimento delle proprietà inglesi (il Verellsday Book).
Alberto I morì nel Convento di San Nicandro, vicino a Venafro e fu sepolto nella Chiesa di San Pietro...burgo, perché avevano soldi da spendere al funerale.
Più sotto riportiamo un celebre ritratto di Albert the Conqueror, in posa subito dopo l'ascesa al trono (ancora non si era manco cambiato lo spadone). Notate come l'artista coglie appieno la sagacia e la saggezza del re in questo ritratto, così come mostra al mondo intiero la potenza incipita nel nostro eroe...
martedì 6 febbraio 2007
Le lettere più famose della storia
Ecco il mio candidato, che rievoca le festose giornate sgonfie dagli oneri in quel di natale passato... TANTI AUGURI A TEEEE::: TANTI A UGURI A TEEEEE TANTI AUGURIIII GESU CRISTOOOOOO::: TANTI AUGURI A TEEEEE!!!!
"miticherrimi amicici udite udite...
mio fratello è tornato e io, insieme con lui e Walter torneremo nelle lande distanti ed inospitali del molise domani sera... quindi, alla luce di tale nozione preziosissima, sono ammesse nei giorni a venire solo e dico strettamente solo le seguenti attività notturne:
-mangiare in locali dove si magna come i Leoni allo zoo e ti offrono pure i tavoli arrosto...
-giocare fino a notte inoltrata con contorno di pizza opzionale.
-LANnare a VietEmilio fino al giorno dopo con conseguente sfasamento temporale del metabolismo tipo jetlag.
-organizzare bische clandestine violando ogni legge conosciuta in merito.
-girare per locali notturni strettamente conosciuti ed approvati da Danilo (sei tutti noi! Danilo for president!in Danilo I trust!).
-patate messicane al cadillac.. tante patate... w la patata..
sono stato chiaro? (come chiese l'olio appena dopo essere stato versato sull'insalata)
a presto!
VVB, Damien
P.S: bravo atry che ci hai sparato tutte le leggi più assurde del mondo... qualcuno dovrebbe prendersi lo sfizio di girarsi tutte quelle italiane per trovare quelle che hanno senso! "
domenica 4 febbraio 2007
L'eterno ultimo esame di Bucho
Bucho smazzò il mazzo e in silenzio attese come sua abitudine che il cartaro finisse di dare tutte le carte. Nella sua mente gli svolazzavano ancora i Bedelli del giorno prima, quando gli altri concorrenti cadevano sotto i colpi spietati del professore e del suo assistente, i quali sembravano in combutta tra di loro; e ripensava ad i suoi errori, alcuni gravi, alcuni meno...ma soprattutto pensava ai suoi 49 punti ed ai 2 punti che lo separavano da una fine annunciata.
Quando l'assistente finì di dare la carte, Bucho le prese e le guardò tutte insieme: non erano carte nè da cappotto nè da non ci faccio più a sto gioco...erano carte da prurito anale!
...
Mancavano tre giocate alla fine. L'assistente lanciò sul tavolo l'8 Bastoni, intuendo che qualcuno avesse il Verello semipiombo. A Bucho gli si gelò il sangue nelle vene emorroidarie: Sbudellare o prendere con il 2 Bastoni? Il professore non deva segni evidenti di difficoltà, era un'uomo tutto di un pezzo, di un pezzo di merda, ma nascondeva un mortale segreto: il 3 Bastoni piombo! Bucho si prese 5 minuti per pensare, si fece i suoi conti e pensò alla sua infanzia felice di quando sognava tronchetti volanti ovunque...poi fece una scelta che avrebbe maledetto per tutta la vita e senza dire niente, lanciò il 2 Bastoni sul tavolo. Il professore, deluso dalla sua giocata e conscio della sua superiorità, lo guardò dritto negli occhi e gli fece segno di no con la testa. Poi scaraventò il 3 Bastoni sul 2 esclamando: "Nèè, qua si piglia!". E con rapidità fulminea levò la sua presa dal tavolo e rigiocò immediatamente il 5 spade. Bucho percepì che quello strano prurito anale, che gli era comparso non appena aveva visto le carte all'inizio della mano, stava diventando un incalzante bussare al suo orifizio. Il 7 spade che aveva in mano era il suo boia che lo guardava ridendo. Ma Bucho non si arrese e volle attendetere la giocata dell'assistente. Quando questi sghignazzando mise il 4 spade, non sopra, ma sotto al 5, come segno di derisione, gli occhi di Bucho diventarono come quelli del malato di cuore di Holly e Bengi, quando aveva i suoi infarti multipli durante la semifinale contro la New Teem, partita passata alla storia per essere durata circa 6 ore e 45 minuti, con il primo tempo di 2 ore e il secondo di 4 ore e 45 minuti! Ma Bucho che era intrepido, ma non illuso, mise il 7 spade esclamando: "Tutto a me!"; e dopo, menando il Budello piombo sul tavolo, si alzò e disse al prof:"Questa volta è stato fortunato, ma la prossima volta non sarà così...uomo avvisato mezzo ammazzato, parola di Spirito Santo!"
To be continued...tant volt ancor!
sabato 27 gennaio 2007
L'angolo serioso: alzi la mano chi vuole sposarsi
Quindi non ci si sposa perché:
1) È facile avere relazioni sessuali anche senza essere sposati
2) La convivenza offre più vantaggi del matrimonio
3) Si evita il divorzio e i rischi finanziari che comporta
4) Si deve essere più vecchi per avere un bambino
5) Il matrimonio richiede troppi compromessi e troppi cambiamenti radicali al proprio modo di vivere
6) Si aspetta ancora l'anima gemella
7) Ci sono poche pressioni sociali che spingono al matrimonio
8) Si è riluttanti a sposare donne che hanno già dei figli
9) Si cerca di acquistare una casa, prima di sposarsi
10) Si devono sfruttare le gioie dell'essere single sino all'ultimo istante
12) Quando stacchi di lavorare non hai finito la giornata
13) Devi nascondere i film porno
14) Con l'anello al dito ti finisce come Gollum
15) Ci si stanca di essere i protagonisti di questi dialoghi:
Va bene.
“Ricordati che oggi viene l’idraulico alle cinque!”
Va bene.
“Ricordati che ti hanno chiamato per quel lavoro.”
Va bene.
“Ricordati di non essere aggressivo e di non rispondere come tuo solito!”
Va bene.
“Ricordati che non sono la tua serva!”
Va bene.
“Ricordati di tirare su il lettone.”
Va bene.
“Ricordati del compleanno di mia madre!”
Va bene.
“Ricordati che sono una donna mica un uomo!.”
Va bene.
“Ricordati che questo fine settimana non ci sono!”
Va bene.
“Ricordati che voglio andare a Venezia sabato l’altro.”
Va bene.
“Ricordati che non ti amerò in eterno solo perché stiamo insieme!”
Va bene.
“Ricordati che domani scade la rata del televisore.”
Va bene.
“Ricordati più spesso delle persone che ti vogliono bene.”
Va bene.
“Ricordati di allacciare la cintura!”
Va bene.
“Ricordati il sacchetto della spazzatura.”
Va bene.
“Ricordati che non mi piace quella camicia nera.”
Va bene.
“Ricordati che non sei mica depresso solo tu!”
Va bene.
“Ricordati che ho avuto un’infanzia difficile”
Va bene.
Va bene.
Come si suol dire, A buon intenditor... stoppa di mano!
L'angolo serioso: La vita...
domenica 21 gennaio 2007
Il Budello come parte fondamentale del folklore italiano: parte seconda
- Andare a letto con le galline
Le galline, come molti animali diurni, seguono l'istinto sessuale. Andare a letto con le galline significa dunque letteralmente andare a letto con suddetti volatili con il solo ed unico scopo di appagare i propri istinti sessuali animaleschi.
- Arrampicarsi sugli specchi
"Sforzarsi invano di argomentare l'impossibile". Gli specchi, essendo molto lisci, non lasciano nessun appiglio. Vero Adriano?
- Comandare a bacchetta
Comandare senza dare il minimo margine di discrezionalità ai sottoposti. Come farebbe il direttore d'orchestra o come è solita fare la tipica moglie servendosi altresì di lunghi frustini.
- Dammi un cinque
Diffuso anche con l'equivalente inglese Give me five (o Gimme five), è un'espressione con cui qualcuno (solitamente colui che "chiama" nella briscola con adriano) chiede al suo interlocutore di calare a terra il 5 di briscola, a palmo aperto e con grande virilità, producendo un rumore secco. Si tratta di un tipo di gestualità tipicamente ceppagnola, che prese piede in Italia negli anni Ottanta, forse attraverso le trasmissioni delle partite di passatella NPA che ebbero una certa popolarità tra i più giovani. A diffondere ulteriormente l'espressione fu Jovanotti, con uno dei suoi primi successi, Gimme five. Il gesto indica intesa e amicizia tra le due persone. Varianti: Gimme five, Dammi il cinque, Sbattuta.
- Dio pater familiae
La formula, di origine nazionalista, venne adottata come slogan dal fascismo durante la conquista del potere da parte di Mussolini. Come i migliori critici storici ricordano, Mussolini era un grande statista che soleva riunirsi con i capi dei paesi nemici e alleati per contendersi ufficialmente i territori e i poteri, in una disputa senza esclusione di colpi, nel grande gioco del Verello. Per immaginare la violenza di questi incontri basti pensare che a quei tempi era lecito giocare a bastoni a prima mano! Il Duce però nulla poteva contro la ferocia inaudita dei suoi illustri colleghi Hitler e Stalin che, grazie alla fitta rete di spie, riuscivano sempre ad avere un verello nella manica.
- La accendiamo?
È la domanda di rito con cui il conte Indo , giovane rampollo di casa Indios, chiede conferma ai presenti in sala di poter esibirsi nel numero che lo ha reso famoso in tutto il mondo. L'espressione è dovuta al fatto che sia sul televisore dei telespettatori sia sullo schermo visibile dai presenti in sala, una volta confermata la risposta, l'opzione scelta viene improvvisamente travolta da una vampata di calore distruttivo e purificatore (accompagnata da un odore nauseabondo di zolfo). La frase completa è: "Del cul fece trombetta...! Ah ah, professò, nova l'appicciamm!!!". La frase è ormai entrata nell'uso quotidiano, col significato di "vuoi essere stupito con effetti speciali?".
- Il fine giustifica i Budelli
Spesso alla figura evocata dall'opera "il Principe del Buco" di Igno De Raton viene associata la figura di un uomo privo di scrupoli, tale Bucho Spanados, di un cinismo estremo, nemico della libertà. Spesso gli viene anche associata la frase "il fine giustifica i Budelli", frase che mai enunciò. Questo perché la parola "giustifica" evoca sempre un criterio morale, mentre Igno De Raton non vuole "giustificare" nulla, vuole solo valutare, in base al punteggio della partita in corso, se i Budelli lanciati sul tavolo sono adatti a conseguire il fine politico del fare uscire dal gioco tutti e quattro gli altri contendenti contemporaneamente. Igno De Raton nella stesura del Principe del Buco si rifà alla reale situazione che gli si presentava attorno, una situazione che necessitava essere risolta con un atto deciso, forte, violento, praticamente un accappottamento. Igno De Raton non vuole proporre dei Budelli giustificati da un fine, egli pone un programma politico che qualunque Principe del Buco vorrebbe conseguire, cioè una vittoria schiacciante su tutti, pure i franchi, e prendersi da solo il bottino del montepremi finale. Fuori dai suoi intenti una giustificazione morale dei punti suggeriti, egli stende un vademecum necessariamente utile a quel Principe del Buco che finalmente vorrà impugnare le napoli che la mano del cartaro, guidata dal volere di Dio, gli ha donato. Alle accuse di sola, si può dare una risposta leggendo il capitolo IX, "De Budello piombi", ritratto di un Principe del Buco nascente dal e col consenso degli altri giocatori esperti, figura ben più solida del Principe del Buco nato dal consenso degli "Adriani e Dannati", cioè dei grandi proprietari feudali che hanno ancora poca dimestichezza con lo schivare Verelli.
Il Budello come parte fondamentale del folklore italiano
Gentili signore e signori, in questo spazio si vuole porre luce sul considerevole numero di storielle, motti, proverbi e detti appartenenti al folklore dell'italico popolo che citano il Verello, a volte come semplice spettatore, a volte come solo e indiscusso protagonista. Questo spazio è dedicato alla riscoperta di quei detti tramandati a noi da padri della lingua come Cesare, il Foscolo, l'Ariosto, il Dante o il Pinnen, proverbi che a volte nascondono un'origine che potrebbe indurre l'occhio non esperto a credere che la suddetta origine possa essere frutto di immaginazione. Si riportano pertanto alcuni esempi di motti e proverbi con di seguito una breve, ma illuminante spiegazione della più probabile origine che tali proverbi hanno:-Bacco, Budello e Venere riducono l'uomo in cenere: Questo proverbio è senza dubbio originario dell'antica Roma, in quanto ci è noto da studi recenti che i romani solevano intrattenere gli ospiti, durante le BaccANALI, con grandi partite a Budello, in cui il vino era gratuito e di ottima fattura (si ipotizza fosse Cinzano d'Astium oppure Barolum di Augusta Taurinorum) e le donne erano propense a concedersi spoglie da ogni pudore ai fortunati che riuscivano a terminare la partita vincenti. Pare dagli stessi studi, ancora però non confermati, che è di questo periodo anche l'introduzione del termine "andare franco", storpiatura del latino "vade cum Francus", riferito al fatto che al giocatore che riusciva ad arrivare alla "finale a tre", ma che nondimeno veniva battuto, era concesso l'onore di un massaggio carnale eseguito da specialisti del settore, denominati i Franchi (gli stessi che di lì a quache secolo si riunirono in tribù e si stabilirono nell'odierna Francia). Per coloro che invece venivano battuti (e che quindi non avevano nemmeno l'onore di passare piacevoli momenti in compagnia di un Franco), pena era la morte per derisione verbale, che non poteva essere evitata neanche attraverso il pagamento di ingenti somme di denaro.
-Natale con i tuoi, budello quando puoi: Questo proverbio è sicuramente di epoca più recente e molto probabilmente si riferisce alla pratica medioevale di astenersi da qualsiasi pratica di natura sodomita durante il periodo natalizio. Secondo alcuni autori, coloro che seguivano la suddetta pratica poi recuperavano durane il periodo da capodanno all'epifania.
-A caval Donato non si guarda in bocca: Voi direte "e che c'azzecca questo proverbio col budello?" e io vi rispondo: c'azzecca, c'azzecca... Pensateci un attimo, se io compro un cavallo, cosa vuoi che me ne freghi della bocca? La spiegazione è in realtà molto semplice e ci è stata data da una transazione notarile rinvenuta in vicinanza di Fossacesia qualche anno fa: pare che un tale mercante avesse bisogno di comprare un cavallo della specie Donato per scopi di riproduzione, ma avendo poca esperienza l'arte della compravendita, invitò un suo amico mercante alla trattativa. Il consiglio dell'amico è fulmineo e lungimirante. A voi l'interpretazione; se avete ancora qualche dubbio, sarò felice di rispondervi, basta lasciare un commento!
-Cadere dalla padella al budello: Proverbio questo antichissimo, riferito alla propensione che avevano i giovani mesopotamici a sottostare, 30 giorni dopo il primo rapporto sessuale, ad un rito di purificazione spirituale e fisica, alla fine del quale al giovine venivano mostrate le gioie derivanti dalla conoscenza del budello nella sua forma più fallica. Solo dopo questo secondo rapporto sessuale il giovine aveva diritto ad essere accettato all'interno della comunità come uomo (...). Questa pratica è ancora diffusa in alcune regioni dell'Asia Minore.
-Il budello è tratto: Proverbio storico che ci è riferito da Gayo Giulio Cesare nei suoi ANALES. Il condottiero romano, in questo breve passo del suo trattato, ci fa la cronaca di una partita di Budello tenutasi nel 52 a.C. ad Alesia (nell'attuale Franca Contea) tra di lui ed alcuni amici, tra cui vi era anche il condottiero Gallo Vercingetorige. Pare che Cesare avesse in mano tre Neapolis a Bastoni, Coppe e Sesterzi, ma non esistendo il Cappottum (instituito solo con Ottaviano Augusto circa 15 anni dopo) si levò il Budello a prima mano (allora era concesso, ma dopo questo incidente le regole vennero cambiate) posandolo su di un innocuo 7 di spade giocato da Vercy (come si faceva chiamare allora il condottiero Gallo). Ci racconta ancora Cesare che l'esclamazione di stupore mista a divertimento sulla faccia di Vercy scomparve in pochi attimi, allorquando egli realizzò che gli altri partecipanti avevano giocato nell'ordine 6, 5 e 4 spade, condANAndolo pertanto ad una presa vieppiù umiliante. Si racconta che il condottiero gallo fu talmente colpito da questo affronto da dichiarare guerra al popolo romano su due piedi (che però non erano suoi, bensì di un centurione che assistette all'evento). La guerra che ne risultò venne più tardi riportata da Cesare nel suo De Budello Gallico.
-Verello prendendum est: E' l'esclamazione che si narra si sentì allorquando il condottiero gallo Vercingetorige rientrò nella sua città di Alesia, subito dopo aver avuto una accesa partita a Budello con Cesare ed alcuni amici comuni. Ci viene tramandato che ai consiglieri che si accostarono al condottiero per chiedere lumi su come fosse andata la serata biscaiola, Vercy avesse urlato in faccia queste stesse parole, con viso rosso ed occhi iniettate di sangue, prima di chiudersi in camera asinghiozzare da solo per circa un'ora.
- Il diavolo fa i budelli, ma non i tre piombi: Detto popolare risalente ad epoca Medievale della caccia alle streghe, allorquando gli inquisitori, in seguito alle normali pratiche in uso per assicurarsi che un imputato era un adoratore del demonio (tortura, squartamento, vergine di norimberga, ecc...), se queste pratiche non sortivano effetto o se l'imputato era ancora reticente alla confessione, si instaurava una partita a budello tra 5 imputati (alcuni dei quali potevano essere fittizi o magari campioni regionali di budello). A questo punto, chi perdeva era automaticamente ritenuto colpevole ed annegato nel suo stesso piscio, mentre colui che andava con franco era accusato di sodomia e fucilato all'istante. A volte, solo se i fucili ancora non erano stati inventati, a quest'ultimo sfortunato veniva concessa una seconda possibilità di riscattarsi giocando una nuova partita, ma anche rischiando ancora di essere trovato colpevole (e quindi di essere annegato nel proprio piscio). Il proverbio si basa sul concetto di S.Agostino che mentre il demonio riesce a fare i budelli poichè sono simbolo fallico e quindi "è robba der diavolo", il Dio dei Cristiani riesce ad ovviare a questi torti facendo comparire nella mano dei colpevoli di eresia tre piombi ad ogni mano, finchè questi non fossero usciti fuori e non venissero quindi giudicati colpevoli.
- Chi di Budello ferisce di Budello perisce: Questo proverbio si commenta da solo...
- Menare il Budell per l'aia:
Si tratta di un'espressione di origine abbastanza antica, come dimostra l'uso di due termini ormai scomparsi nell'italiano contemporaneo: menare nel senso di condurre e l'aia, il cortile interno delle fattorie; tuttavia è adoperata ancor oggi con una certa frequenza. Se il senso figurato è chiaro, l'origine della locuzione rimane misteriosa. Nelle note all'Igno De Raton (1688), Bucho Spanados si limita a segnalare che «L'aia è un luogo troppo piccolo per un Budello in calore abituato a spazi più ampi, a boschi e luoghi scoscesi». Forse l'immagine è metaforica: come il Budello si aggira per l'aia senza mai trovare ciò che gli serve, così la lingua di chi parla si muove a vuoto senza mai arrivare al punto. Secondo un'altra interpretazione, chi mena il Budello per l'aia cerca di creare confusione (liberando, appunto, il Budello nell'aia, in mezzo alle galline) per evitare di focalizzare l'attenzione su ciò che è sgradito.
- La prima si perdona, la seconda si bastona: Questo detto è nato sicuramente dopo il cruento scontro tra Vercingetorige e Gayo Giulio Cesare, il quale come i suoi Anales (una raccolta autobiografica sulla sua vita in giro per l'europa a conquistare, citiamo testuali parole, "tutti qui bei maschioni barbari!") riportano, buttò il Budello a prima mano su un sette spade innocente giocato dal condottiero gallo. Sono stati trovati scritti che riportano testimonianze di quella partita e uno di questi, di autenticità indiscussa, racconta di come Vercy si sia messo a piagnucolare come una "bimba vitiata" e, come spesso capita a chi non sa accettare la sconfitta, si sia inventato regole di tutti i tipi sul momento per non prendersi il Bedello. Alcune fonti riportano che Cesare, mosso a compassione e sicuro della sua abilità di grande stratega militare budellico, abbia pronunciato più o meno queste parole: "Prima mano bastoni non iucandum est, sed seconda te ciapias budellum!" che in effetti è la regola che poi venne istituita.
- Prendere Budelli per 4 spade: Piccoli tronchetti vaganti che punteggiano l'oscurità della notte, i Bedelli compaiono raramente nei sogni, ma quando il tremulo battito intermittente visita il sognatore, questi facilmente si lascia catturare dal fascino di questa immagine legata alle lunghe sere estive, all'aria tiepida, alla natura incontaminata ed all'infanzia di Rocco.
"Budello Budello vien da me, ti darò il pan del tre, pan del tre e del due bastoni, Budello Budello non rompere li coglioni". Così recita una filastrocca infantile perché per ogni bambino i Budelli sono meraviglia, stupore di fronte al prodigio di un tronco volante, desiderio di capire, di possedere la magia di fare 11 punti in un colpo solo; e sono corse e rincorse, mani tese sul tavolo, palmi raccolti a contenere e a godere di quel miracolo della bisca.
Ecco che nei sogni I Bedelli sono spesso associati a questo aspetto di meraviglia, di bellezza e di illuminazione simbolica di qualche aspetto della realtà. Vedere Verelli nei sogni fa presagire contenuti che emergono dalle profondità dell'inconscio, nuovi aspetti della personalità del sognatore che si adeguano alla realtà diurna (capite a chi mi sto riferendo???).
Ma i Bedelli nei sogni possono riferirsi anche a nuove idee, pensieri creativi, illuminazioni mentali, risoluzioni di problemi. Quando non siano simbolo del "prendere Budelli per 4 spade", cioè prendere abbagli, confondere la realtà delle cose.
In generale i Bedelli che compaiono nei sogni vanno collegati a qualche rivelazione importante o alla non soluzione di qualche problema che può apparire alla persona come "una presa per il culo esagerata".
Come abbiamo visto, moltissimi e variegati sono i proverbi legati al Budello, ma qui per motivi di spazio (e anche perchè tengo fame) ne abbiamo riportato una minima parte. L'intento è quello di continuare, ma prima vorremmo sapere il vostro parere su questa rubrica. Spero che questa mia piccola lezione di folklore italico sia piaciuta e sia stata trovata di interesse e gradimento. Alla prossima!
Ozzy



